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27 agosto 2009

sì, SECESSIONE!

In Italia c'è un meridione la cui popolazione, pur essendo pressochè incapace di sviluppare un'industria (legale) qualsiasi, non ne vuole sapere si svolgere i lavori più umili come raccogliere i pomodori nei campi. Nell'epoca della crescita infinita i nostri politici hanno quindi scelto la via più facile: hanno elargito agli abitanti del meridione quasi tutti i lavori statali, regionali, comunali, le pensioni di invalidità, i lavori socialmente utili e sovvenzionato lautamente le grandi aziende (vedi Fiat) ad aprirvi stabilimenti in perdita destinati alla cassa integrazione perenne. Al Nord per i suoi lavori agricoli e per le sue fonderie non è restato che accettare gli immigrati andandoseli pure a prendere con le motovedette di fronte alla Libia, l'unico lavoro accettabile per il meridionale che accetta di venire al Nord è infatti quello di cassiere al supermercato.
In più la mentalità meridionale ha occupato tutti i gangli della pubblica amministrazione, si è auto-protetta ed auto-promossa ai massimi livelli rendendo di fatto impossibile per un settentrionale meritevole di trovare un posto nel settore statale o parastatale (come gli ospedali o le università) e degradando la qualità dei servizi.
L'unica strada per uscire da questa impasse è la secessione del Nord d'Italia. A questo punto ai meridionali privati di tutto l'assistenzialismo fin qui ricevuto non resterà che rimboccarsi le maniche e venire qui a spalare il letame.
Riguardo recenti dati statistici infatti si estrapola che l'Italia del Nord da sola sarebbe il più ricco paese europeo (per reddito pro-capite), mentre il Sud d'Italia invece sarebbe il più povero.
Nel dopoguerra il nostro Paese è stato tenuto insieme dagli USA per mera opportunità strategica, le contraddizioni territoriali interne sanate da partiti che agivano da collante, primo fra tutti la DC. Con il crollo del muro di Berlino il quadro strategico è cambiato, ma mentre in Jugoslavia il processo che ha portato alla dissoluzione (voluta ovviamente dai tedeschi) è stato tumultuoso, in Italia esso si è interrotto subito dopo Mani Pulite, grazie all'avvento dell'economia della crescita infinita e all'indubbio vantaggio (in termini di interessi sul debito pubblico da pagare) che l'entrata nell'Euro ha comportato. Finito l'effetto di entrambi gli "stelloni" ora c'è solo da attendere che si rialzino i tassi pagati sul debito pubblico perché salti tutto il baraccone. A questo punto è interesse di tutti i nostri creditori (in primis dei banchieri mitteleuropei) dividere il nostro Paese in una good Italy e in una bad Italy, esattamente come viene fatto per qualsiasi SpA in crisi. Per la good Italy non più gravata dal peso di Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita, Mafia, Vaticano e 30 milioni di meridionali assistiti e improduttivi, ripagare il debito pubblico non sarà più un'impresa impossibile, tra l'altro geograficamente saremmo fortunati, un taglio netto e via.
Berlusconi ormai è a termine per motivi d'età, finito lui il PdL non potrà più fare da collante dell'unità nazionale. Fini ha sbagliato tutto diventando più sinistro dei sinistri, e mandando di fatto tutti i voti di destra del Nord nelle braccia della Lega. Casini al di là dei suoi equilibrismi non ha più peso politico non gestendo più potere. Il Pd va allegramente verso la scissione dopo la vittoria di Bersani. Rimane la Lega, in forte crescita che ha cominciato ha condizionare pesantemente l'agenda di governo. L'anno prossimo le regionali saranno l'evento catartico che rappresenterà la fine della seconda repubblica, e il Veneto la regione da cui partiranno le danze.
Allontanandosi un po' con la prospettiva, si sta delineando a livello internazionale un riaggiustamento di tutte le alleanze che hanno retto dal dopoguerra ad oggi. Si cominciano ad intravedere due grandi schieramenti legati da comuni dipendenze, Cina e USA da una parte (legati dal debito) e UE e Russia dall'altra (energia e difesa). L'Europa (UK e "nuova europa" escluse) si sta riposizionando in questa nuova ottica (basti vedere quello che è accade nel caso Opel, o la costruzione del gasdotto southstream, il raffreddarsi per l'entusiasmo per la missione in afghanistan o il caso Gheddafi). In Italia i più sfegatati fautori di una alleanza con gli USA sono il PD e Fini. Ma per quanto riguarda il Berlusca dall'elezione dell'abbronzato qualcosa è cambiato. Infatti ultimamente il nostro prima ha criticato gli USA per l'attacco in Ossezia poi ha suggellato l'importante accordo ENI-Gazprom per il gasdotto Southstream. Dimostrazione che a "qualcuno" la cosa non sia andata a genio è che immediatamente tutti i cassetti dei giornali anglosassoni (con sponda italiana di Repubblica) sono stati svuotati per dargli addosso. Non c'è da stupirsi, i suoi più acerrimi nemici/concorrenti si chiamano Agnelli/Elkann, De Benedetti e Murdoch (tutti legati ai liberal USA) e senza l'appoggio di "dabliu busc" in nostro prime minister ha la stessa probabilità di farcela di una bella fanciulla nuda che passeggia in un suk arabo. Ecco spiegato in un lampo il suo completo cambiamento di fronte e l'ammiccamento all' "amico" Putin, ecco perchè di conseguenza a Fini non sarà permesso andare alla guida del PdL per allearsi col PD.
A questo punto non è difficile immaginare a chi verrà concesso di raccogliere al Nord i frutti della frantumazione del PdL.
Ma chi ci sarà mai stato dietro la nascita della Lega? Prove ovviamente non ce ne sono, solo dei nessi temporali abbastanza eloquenti. La comparsa della Lega coincide con gli anni della caduta del muro di Berlino. Un processo analogo si svolse nello stato "gemello diverso" dell'Italia, la Jugoslavia dove gli eventi portarono secessione di Slovenia e Croazia che come sappiamo finirono nell'orbita tedesca. La parte sud del paese, privata dell'apporto economico del suo ricco nord è precipitata come sappiamo in una sanguinosa guerra civile, complice anche la presenza di una folta minoranza musulmana. In Italia invece il processo si abortì con l'entrata nell'Euro e la nascita a livello mondiale dell'economia della crescita infinita (ora in implosione) che ha fatto sì che i nostri problemi nord-sud potessero essere tenuti sotto il tappeto per 15 anni, la scomparsa temporanea della Lega è stata conseguenza diretta di questi eventi. Ora l'orologio della storia per noi è tornato al 92, gli effetti benefici dell'entrata nell'Euro sono spariti, incombe una crisi economica spaventosa che non ha ancora dispiegato interamente i suoi effetti in termini perdita di occupazione e di potere d'acquisto, mentre la Lega è tornata ad occupare il posto che occupava allora.
A questo punto appare evidente che il federalismo fiscale (necessario a separare i conti), la creazione delle ronde (necessarie a garantire l'ordine in un periodo di "travaglio") nonché la virulenza con la quale si reclamano le regioni cardine del processo, il Veneto, la Lombardia e il Piemonte, altro non sono che il prologo a qualcos'altro. Se abitate al Nord basta che facciate un mini sondaggio (anche fra gli ex-comunisti) tra i vostri conoscenti per ottenere un sì in percentuali bulgare alla prospettiva di secessione.
Ma perchè c'è stato da aspettare 15 anni per arrivare a questo punto? Chissà, magari nel 92 una Jugoslavia destabilizzata era già abbastanza da digerire per l'Europa, forse c'è stato lo zampino del Vaticano o forse i mitteleuropei speravano davvero che il sud d'Italia si sarebbe improvvisamente ridestato, come del resto hanno fatto tutte repubbliche ex-comuniste (Albania inclusa) ma purtroppo non è stato così. Ora anche il più inguaribile ottimista non può che arrendersi all'evidenza che il Sud d'Italia è e rimarrà sempre la regione più povera d'Europa, capace solo di esportare Mafia Camorra e Ndrangheta. Del resto con questa crisi i banchieri europei, che detengono metà del nostro debito pubblico e si ritrovano in mano qualcosa come 900 miliardi di euro di nostri Bot e Btp non hanno proprio voglia di vederseli congelare. La stessa mafia, messa di fronte alla fine dell'era degli appalti gonfiati e della corruzione dilagante (unica speranza di restare in Europa) ho idea che preferisca di gran lunga "governare" il proprio staterello indipendente in stile Colombia e gli stessi leader politici sudisti sbavano all'idea di diventare Rais nella propria piccola repubblica extracomunitaria.. come interpretare altrimenti l'idea (che porta dritta dritta alla secessione) del partito del sud?
Do tempo ai meridionali ancora un paio d'annetti, poi avranno l'occasione di dimostrare il loro vero valore affrancandosi da chi non ha concesso loro fino ad ora di svilupparsi, sono infatti convinto che il Sud d'Italia ha molte potenzialità sia nel territorio che come popolazione, ma che come un ragazzo viziato abituato a ricevere la paghetta non le ha mai dovute sviluppare. E' giunto il momento che il Nord "stacchi il biberon" e costringa il ragazzo viziato trovarsi un lavoro liberandosi da chi gli ha tarpato le ali, è l'unico modo con il quale il Sud potrà ritrovare la proprie energie positive.


Arsan


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permalink | inviato da politicamentescorretto il 27/8/2009 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 agosto 2009

secessione?

A fine anni ottanta conobbi in Grecia una bella ragazza jugoslava. Mi invitò ad andare a vivere a Belgrado. Le risposi testualmente: "vengo l'anno prossimo su un carro armato". Lei si mise a ridere...

Oggi direi che ci siamo incamminati sulla strada che porta dritta L'Italia alla secessione.
In Italia convivono due stati ben distinti, una Italia del Nord che secondo recenti dati statistici sarebbe da sola il più ricco paese europeo ed una Italia del Sud che sarebbe il più povero.
Il tutto nonostante gli ultimi 15 anni abbiano visto una crescita impetuosa di tutti i paesi ex comunisti, Albania inclusa la quale gode di uno sviluppo senza precedenti. Nel nostro meridione invece no, si continua ad assistere da decenni ad un declino economico e morale costante, a prescindere dei soldi che si buttano nel calderone quantificabile in un trasferimento di ricchezza dal nord al sud pari almeno al 10% del PIL. Il Paese è stato tenuto insieme dal dopoguerra ad oggi essenzialmente in funzione antisovietica, troppa la paura degli USA che in un'Italia divisa si intrufolasse un regime comunista. Il collante per effettuare questo miracolo durato 50 anni si è chiamato DC, il PdL che ne ha preso il posto è invece un  partito senza una vera base, che si poggia quasi esclusivamente sul carisma (offuscato) e sulle reti tv di Berlusconi. Per quanto tempo potrà tenere a bada le spinte centrifughe, specialmente dopo che la situazione economica subirà un ulteriore degrado?
A questo punto tutto mi lascia pensare che da parte della Lega in questo momento non importi altro che arrivare alle prossime elezioni regionali, dando per scontato di ottenere oltre che nel Veneto un buon risultato o addirittura la vittoria anche nelle altre regioni "padane". Poco importa se ora bisogna promettere qualche miliardo ai baroni meridionali, probabilmente saranno gli ultimi soldi che vedranno, e non è neanche detto che facciano in tempo.
Con la  prospettiva di rialzo dei tassi le preoccupazioni di Tremonti potrebbero concretizzarsi in scenari da incubo. Cessato l'effetto delle "stellone italiano" dovuto all'avvento dell'economia della "crescita infinita" che ci ha salvati dalla disgregazione dal '92 in avanti, al secondo contatto con la dura realtà gli squilibri presenti nel nostro Paese gli faranno fare la fine di un vaso di coccio
Senza come abbiamo detto un partito "collante" e senza un partito di destra che incarni il no alla globalizzazione ed allo straniero predicando però nel contempo l'unità nazionale (il ruolo naturale di AN se Fini non fosse accecato da bramosie di potere personale) a quel punto il "si salvi chi può" assumerà per il Nord il volto di Bossi e la conseguente frantumazione dell'Italia diventerà l'esito scontato.
Se guardiamo attentamente tutte le le leggi fatte passare dalla Lega vanno in una direzione ben precisa, partendo dal federalismo (propedeutico alla ripartizione del debito pubblico previa benedizione del FMI) passando per gli esami regionali per gli insegnanti (poi suppongo passeranno a polizia, carabinieri e magistrati) per arrivare alla creazione delle "ronde" (necessarie a garantire l'ordine pubblico durante un "eventuale" periodo di collasso delle istituzioni, non a caso per entrarci è richiesta la conoscenza dell'uso delle armi).
L' alternativa alla secessione è rappresentata da un governo tecnico che porterebbe verso l'abbattimento di tutto il nostro sistema sanitario e pensionistico e la svendita di tutto quello che resta di appetibile in Italia ai finanzieri anglo americani del Britannia (come Soros), qui ben rappresentati dagli uomini Goldman Sachs come Draghi, Padoa Schioppa e Mario Monti, in combutta ai "privatizzatori del centro-sinistra" alla Prodi, d'Alema e prossimamente Bersani, il tutto in un contesto da guerra civile.
Stiamo a vedere, per ora sembra che Berlusconi abbia suggellato il suo testamento politico (ed economico) in Italia con Bossi e all'estero con Putin.
Passato per lui il pericolo delle scosse evocate da d'Alema puntualmente verificatesi ed amplificate dalla stampa anglosassone che puntavano al "governissimo", sarà da vedere se il nostro primo ministro dispone anche di un affidabile servizio di sicurezza in grado di proteggerlo adeguatamente...
Intanto con la crisi l'odio monta e tutti quelli di "sinistra" che sento (la maggioranza vivendo in Emilia) cominciano ad avercela con gli immigrati e col sud Italia, e non mi dilungo nel descrivere quello che sento dire, altro che razzismo..
Ora la Lega sta seduta in riva al fiume ad aspettare, sa che il tempo è in suo favore... e nel frattempo propone di far sventolare la bandiera della regione di fianco a quella italiana... giusto per far parlare un po' i giornali d'Agosto.
Fini poverello si era mosso fino ad ora anche bene, aveva ripulito il più possibile la sua camicia dal nero e in prospettiva se avesse preso la guida del PdL gli sarebbe stato possibile stringere alleanze coi centristi buttando fuori la Lega dal governo, dando per scontato che dal congresso il PD finirà diviso. Ma si era mosso nel contesto "vecchio" di un Berlusconi stretto alleato degli anglo-americani. Dalle elezioni di Obama in poi il quadro a questo proposito sembra radicalmente cambiato, e diversi elementi (il gasdotto Southstream, l'allontanamento di Mentana, la "guerra" a Murdoch, le dichiarazioni sull'Ossezia, gli attacchi sferrati dai giornali inglesi), mi fanno capire che gli alleati di Berlusconi non stanno più a ovest, non sono più gli stessi a cui Fini teneva tanto a diventare amico. La stessa impressione di cambio fronte la ricevo leggendo il "Giornale" costantemente all'attacco degli sprechi del meridione e a favore delle idee leghiste. A questo punto gli alleati sono diventati i mitteleuropei, la Russia e la Lega. Quindi tra un anno concentriamo la nostra attenzione sul Veneto, probabilmente le danze partiranno proprio da lì.




22 marzo 2009

la crisi spiegata da un profano ai profani

no, non mi considero certo un esperto. D'altronde non ci sarebbe da dichiararsi certo orgogliosi di esserlo, quanti dei cosiddetti esperti hanno previsto la crisi e le sue cause, quanti giornali hanno scritto in anticipo che la situazione stava per scoppiare? Direi che non ci era arrivato nessuno a parte Beppe Grillo ed un tal Nouriel Roubini, che ora viene invitato (immagino a pagamento) a tutte le conferenze mondiali a dire che vede la luce in fondo al tunnel (che sia un treno?). E dire che che le cause erano sotto gli occhi di tutti e gli importi in gioco talmente grossi da non poter non essere notati. Dov'erano i blasonati giornali economici mondiali mentre la bolla si gonfiava come panna montata e Greenspan era osannato come il più grande banchiere centrale della storia? Il problema è che dai giornalisti economici che ci ritroviamo è arduo anche pretendere che non facciano confusione tra milioni, miliardi e trilioni. Ma ce l'avete presente cosa è un trilione? Pensate che bastano poco meno di 12 giorni per raggiungere un milione di secondi, di 32 anni per raggiungerne un miliardo, di 32000 anni per arrivare al trilione... qui con i piani di salvataggio si sparano trilioni come se fossero noccioline, qualcuno poi alla fine dovrà per forza passare a pagare il conto, e l'esperienza mi dice che non saranno né i super ricchi, né poveracci (che comunque non invidio), né chi ha debiti. Alla fine rimangono i risparmiatori e la classe media dei contribuenti, ma a caricarlo troppo anche l'asino più ubbidiente stramazza al suolo o ti rifila un bel calcione.
Ok adesso passiamo a capire cosa di talmente "imprevedibile" per autorità di controllo, media, politici e banchieri ha causato un problema quantificabile in svariati trilioni di €. Partiamo da un presupposto (ripeto non sono laureato in scienze economiche quindi chiunque voglia dispensarmi della sua sapienza senza far troppo il fenomeno è il benvenuto): la massa monetaria deve corrispondere al totale di beni e servizi disponibili. Le banche centrali sono lì apposta, il loro scopo istituzionale sarebbe quello di garantire che questo avvenga, e che quindi il valore della moneta si mantenga il più possibile costante (in realtà generalmente  sono di proprietà della banche commerciali, e la cosa mi fa pensare che fanno di tutto fuorchè quello per cui sono state create).
Per far aumentare il quantitativo di massa monetaria i principali sistemi sono sempre i soliti:
- stampare moneta: e fin qui ci arrivano tutti
- abbassare i tassi: il che provoca una maggiore velocità di circolazione della moneta, maggior propensione delle imprese per ampliarsi, dei cittadini a sottoscrivere mutui o prestiti personali per comprarsi il mercedes. Nel minuto stesso in cui Bernanke annuncia un taglio di tassi (in periodi normali) la borsa fa +5%, così come l'obbligazionario a lungo.
- allentare vincoli al sistema bancario: nessuno ci pensa ma una banca quando elargisce un prestito sta creando massa monetaria. Lo può fare a patto di crearsi una riserva pari ad una certa percentuale del prestito erogato. Se questa percentuale viene abbassata è ovvio che può emettere più massa monetaria.
- allentare i vincoli al sistema assicurativo: una assicurazione può assicurare una obbligazione. E' ovvio che consentendo di assicurare delle obbligazioni subprime rendendole tripla A, il loro rating e di conseguenza la loro quotazione aumenteranno, creando massa monetaria.
Fatto questo prologo necessario diventa ora più chiaro capire cosa sia successo: è semplicemente stata creata troppa massa monetaria, sia tenendo artificialmente bassi i tassi di riferimento per una decina d'anni, sia togliendo lacci e laccioli che tenevano a freno banche e assicurazioni che sono state così in grado di estrinsecarsi con CDS, CDO CDO sintetici e chi più ne ha più ne metta.
Ovvio che se la massa monetaria aumenta in modo artificiale il sistema cerca automaticamente di ritrovare un suo equilibrio. Quindi fa sì che venga attribuito ai beni esistenti un valore più alto di quello che dovrebbe essere. Ecco che di conseguenza aumentano il valore delle abitazioni, quello delle azioni, quello di quadri deformi contemporanei ecc.ecc.
Il problema è che se le autorità di controllo non intervengono prontamente questi meccanismi tendono ad autoalimentarsi un po' come nella combustione in una turbina, e gli aumenti nei prezzi delle abitazioni e delle azioni rendono possibile l'emissione di nuova massa monetaria fasulla che rende possibile un ulteriore aumento di abitazioni ed azioni...
E qui torniamo ai nostri media, ma quante volte abbiamo sentito parlar di incremento del Pil, di globalizzazione, della necessità di avere nuovi lavoratori immigrati?
Il mantra ossessivo che ci ha accompagnato negli ultimi 10 anni era "crescita". Il mondo è arrivato ad avere quasi 7 miliardi di persone, il livello più alto mai raggiunto. E come si pensava di dar da mangiare a tutte queste persone, vestirle, dargli un'auto ed un frigorifero? Semplice: con la globalizzazione, un efficientamento a scala planetaria di tutte le produzioni agricole ed industriali. L'unico difetto della globalizzazione è che se produci del frumento in Ucraina e poi lo devi trasportare in Cile ti ci va un sacco di petrolio. Finchè il petrolio costa poco va tutto bene, se comincia a scarseggiare allora sono cazzi.
Ed è tutto qui il punto, è il problema di una crescita infinita è che alla fine arriva a scontrarsi con sistema finito. E il limite più grosso nel nostro sistema è appunto rappresentato dalla quantità massima di petrolio estraibile. Appena si è capito che la guerra in Irak era stata persa e che quella contro l'Iran non sarebbe neanche cominciata è bastato fare un grafichino che mettesse in relazione l'andamento ascendente del consumo di petrolio con quello stabile/discendente rappresentante la sua massima quantità estraibile dai giacimenti sfruttabili per capire che entro pochissimi anni il concetto della crescita infinita avrebbe fatto a cazzotti con l'incontro di quelle due linette. Da lì le cose sono precipitate, il prezzo del petrolio è schizzato a 150 $ il barile, Bernanke ha provato alla disperata ad alzare i tassi per far calare la massa monetaria e patatrak! Il sistema aveva già raggiunto il punto di non ritorno. Da lì hanno cominciato a saltare i mutui subrime, la parte più debole del sistema, e poi a cascata tutto il castello di carte è collassato, o per meglio dire ha cercato di trovare un nuovo equilibrio. Già perchè se vogliamo guardarla da un'altra ottica, un qualcosa che crolla sta solamente cercando un nuovo equilibrio stabile.
Cerchiamo quindi di ricapitolare tutto un attimo. Abbiamo capito che si era creata una situazione instabile dovuta ad una massa monetaria troppo grossa rispetto ai beni e servizi che doveva rappresentare, il gioco si è scoperto nel momento in cui il prezzo del petrolio (e delle altre materie prime) ha cominciato ad aumentare all'impazzata. Nel momento in cui si è toccato il freno alzando i tassi era già troppo tardi e il castello è cominciato a crollare partendo dalla sua base più instabile, quella dei mutui subprime, causando una contrazione violenta della massa monetaria (azioni, CDO CDS derivati obbligazioni societarie ecc) sempre alla ricerca di un punto di equilibrio con i beni che dovrebbe rappresentare. Visto che i fenomeni tendono sempre ad autoalimentarsi anche in questo caso si sta verificando un contestuale crollo del valore dei beni e servizi (crollo del prezzo delle case, chiusura di fabbriche), che ha come effetto una ulteriore contrazione della massa monetaria e via dicendo.
Ecco che a questo punto entrano in scena (a babbo morto) le stesse banche centrali che hanno contribuito a creare il problema, cercando (dicono) di salvare il salvabile. E' ovvio che di fronte ad un riaggiustamento di questa portata tra massa monetaria e beni e servizi l'unica cosa che si può sperare di fare è fermare questo infernale avvitamento a spirale. Come? rimpiazzando quanta più possibile massa monetaria vaporizzata. Visto che nessuno vuole investire più in niente che non sia più che sicuro occorre quindi assorbire alla veloce tutti i prodotti finanziari tossici trasformandoli in qualcosa su cui si possa avere fiducia. Ecco il motivo per cui nascono programmi trilionari come il TARP o PPIP che hanno però il difetto di voler raggiungere il loro scopo elargendo gli aiuti agli stessi banchieri a cui è stato permesso di creare il disastro, ma guarda un po' che caso.
Riusciranno comunque a scongiurare il peggio? Visti i presupposti dubito, di sicuro si sa solo che cristallizzeranno il "chi h'avuto h'avuto"  più gigantesco mai visto nella storia, con il serio pericolo che senza una politica aggressiva di aiuto alla classe media produttiva fatta di tagli di tasse e maggior credito alle imprese il valore delle case continui a scendere e la produzione industriale a crollare. A questo punto una massa monetaria nuovamente sovradimensionata, anche se ormai costituita quasi esclusivamente da banconote o titoli di stato appena stampati, può diventare di nuovo instabile. E nel peggiore dei casi il riequilibrio della situazione passa attraverso un bel default del debito pubblico o attraverso una bella iper-inflazione, con pagamento spalmato a tutti i contribuenti in comode rate mensili per i prossimi 20 anni. 
Nel migliore dei casi invece ci attende un futuro nel quale dovremo contenderci alla pari con cinesi ed indiani le risorse della terra, senza poter attingere al credito illimitato che questi paesi ci hanno fatto negli ultimi 10 anni allo scopo di copiarci il nostro know-how.
Godiamoci gli ultimi mesetti da "primo mondo". Ci attendono tempi cupi, ho il presentimento che le sicurezze dateci dal gruzzoletto dei nostri genitori e dai nostri ammortizzatori sociali lasceranno il posto ben presto a scenari da fine '800. Ma almeno il nuovo mantra del "salviamo la terra" ci farà forse accogliere con favore il fatto che dovremo rinunciare all'auto per andare in bicicletta... speriamo che dall' altra parte del mondo qualche centinaio di milioni di cinesi sulla loro prima macchina ci siano almeno riconoscenti.




 


11 ottobre 2008

panico, il parco buoi si muove


Come avevo anticipato in Aprile adesso ci troviamo nel picco della crisi. Bella duretta, c'è un bel po' di panico in giro. Visto che faccio il bancario da 25 anni e sono considerato un "esperto" fuori dagli schemi (mi son sempre rifiutato di fare lo spacciatore di index-linked) ieri ho ricevuto le telefonate preoccupate di due amici che che mi chiedevano lumi, uno non lo sentivo da anni e mi ha telefonato alle 10:30 di sera.. 
Capisco benissimo il terrore di chi uno che ha qualche risparmio da parte, guadagnato magari grazie ad una vita di lavoro, con una conoscenza superficiale di finanza che si sveglia un bel giorno con i telegiornali parlano di crollo delle borse, chiusura dei mercati, fallimento di banche, crisi del '29.
La paura maggiore che si respira è che le banche "non abbiano i soldi". Beh, se consideriamo soldi le banconote è proprio così. La gente pensa che se la banca ha 10 miliardi di depositi nei conti correnti debba anche avere 10 miliardi di banconote nei suoi forzieri come Paperon de' Paperoni. Non siamo più ai tempi del cavallo, anche se forse allora era meglio. Il contante (M1) è diventato solo una frazione della massa monetaria cartacea (M2) o virtuale (M3), vista anche la possibilità di effettuare bonifici telematici o di pagare con carta di credito o col POS. Nell'attesa che fra qualche anno venga ridimensionato ancora con l'uso dei pagamenti tramite cellulare o carte prepagate, il contante viene inteso dalle banche una inutile seccatura, che le impone una gestione anacronistica e rischiosa delle giacenze, e di tenere una miriade di dipendenti solo allo scopo di contarlo o controllarlo. In più, grazie alle rapine, le banche fanno tenere ai propri dipendenti delle giacenze di contante bassissime, nell'ordine di poche decine di migliaia di euro a sportello. Pensare che se tutti i correntisti volessero prelevare il proprio saldo in contante sarebbero in grado di farlo è semplicemente puerile, e per capirlo basta confrontare il totale della massa monetaria M1 circolante col totale dei depositi. Ma in ciò non c'è nulla di preoccupante, per capirlo basta mettersi al computer da casa propria ed ordinare un bonifico tramite la piattaforma TOL che molto probabilmente ci hanno messo a disposizione, ricevendo un sms sul cellulare di conferma immediatamente, questo non lo potevate certo fare nel mondo del cavallo..
Comunque a dire il vero anche se ho vissuto sulla mia pelle i crolli dell'85 e del 97 ed ho visto questa crisi arrivare con largo anticipo predisponendo i miei investimenti, sono stato anch'io sorpreso e spaventato dalla sua velocità distruttiva. Cercherò quindi di condividere con voi le mie personali elucubrazioni (nota: senza assumermi alcuna responsabilità nel caso vi portino a scelte d'investimento sbagliate).
Se leggiamo lo svolgimento della crisi del '29 non possiamo non notare che si sviluppo' per gli stessi identici motivi dell'attuale: un decennio di tassi innaturalmente bassi, i repubblicani al potere, mancanza di controlli nella finanza, speculazione a leva con prodotti finanziari "innovativi". Anche allora l'Italia fu meno colpita "grazie" all'arretratezza del suo sistema finanziario. Anche allora il governo italiano (Mussolini) dovette salvare nell'ordine il Credito Italiano (ma guarda..) e la Banca Commerciale in modo da non far saltare le altre banche e tutto il sistema produttivo. Negli USA invece fecero diversi gravissimi errori da decenni riconosciuti: non pomparono liquidità sufficiente, lasciarono fallire moltissime banche commerciali, il che provocò il panico tra i risparmiatori e la paralisi di tutta l'attività produttiva e commerciale, reintrodussero i dazi e il protezionismo completando l'opera, visto che così facendo per esempio gli eccessi di produzione agricola USA non poterono più essere scambiati con l'eccesso di produzione meccanica europea, con gli effetti che possiamo ben immaginare.
Torniamo quindi ai giorni attuali, visto che è ovvio che le autorità mondiali non vogliono ripetere gli errori che portarono al decennio recessivo degli anni '30 stiamo già assistendo al fatto che stanno pompando liquidità a go-go, spendendo centinaia di miliardi per salvare le banche, guardandosi bene dal reintrodurre il protezionismo. Oltre a ciò in Italia abbiamo da sempre delle garanzie aggiuntive sui depositi (fino a 103.000 euro per banca per persona) coperte da un fondo di garanzia interbancario in prima istanza e dal governo italiano in seconda istanza (questo da ieri). Quindi oggi se uno con 300.000 euro di risparmi vuole stare assolutamente tranquillo basta che si apra 3 conti in tre banche diverse e ci metta 100.000 euro in ciascuna senza contare che comunque il conto titoli viene solo "amministrato" dalla banca, quindi rimane proprio anche in caso del fallimento di quest'ultima esattamente come la cassetta di sicurezza. A questo punto la probabilità di perdere i propri risparmi è inferiore a quella che lo colpisca un asteroide.

Dall’altro lato della medaglia c’è il fatto che gli Stati per attuare questa politica dovranno aumentare a dismisura il loro debito pubblico, e qui sorgerà fra qualche tempo un altro problema: e chi lo paga?
Ieri ho letto sul giornale che il "parco buoi" sta facendo a gara ad investire in Bot e Cct. Io non voglio fare dell'allarmismo, ma guardando come fu trattato il debito pubblico italiano negli anni '20 e '30 e a meno l'Italia non trovi il petrolio nell'Adriatico o sconfigga la mafia qualche remora mi viene. Ovvio che se lasciano fallire una banca si blocca tutto il sistema produttivo, invece se rendono irredimibile o allungano la scadenza al debito pubblico non succederebbe niente di così grave. Non voglio e non posso essere troppo esplicito ma a buon intenditor...



27 aprile 2008

fine del petrolio e l'orango Petronilla

spero che abbiate letto 1984 di Orwell. Fu scritto nel 1948 ed ipotizzava un mondo dominato da dittature che ottenevano il consenso mostrando in tv una guerra (finta) interminabile di una contro l'altra ed i proclami del capo supremo: il Grande Fratello.

E' evidente il nesso con i tempi attuali.

Basta vedere la mancata copertura televisiva dato ad un avvenimento di portata eccezionale, come la raccolta di 1.200.000 firme in un giorno per Beppe Grillo, a cui non è stato concesso neanche un servizio di un secondo nei tiggì nazionali, che però si sono dilungati ampiamente a parlare dell'orango Petronilla.

La tv quindi vive di una vita propria, completamente staccata dalla realtà, il suo unico scopo è quello di manipolare le masse.

Altri esempi eclatanti: la guerra al terrore e il riscaldamento globale.

Entrambi si sono rivelati alla prova dei fatti delle bufale, la guerra al terrore ha provocato il disastro che tutti vediamo in Irak e nessun miglioramento in Afghanistan, mentre sul fronte riscaldamento globale quest'anno è stato il più freddo dal '66, addirittura i ghiacciai sono tornati a crescere, tant'è che ora nei notiziari ora si parla più genericamente di "cambiamenti climatici", ci vuol poco a prevedere che tra un po' si comincerà a parlare di una "nuova glaciazione".

Ma perché ci vengono a raccontare queste palle? Una risposta molto semplice: perché il consumo mondiale di petrolio ha raggiunto la massima quantità estraibile, il famoso picco del petrolio. Che cosa vuole dire ciò? Semplice, che tutto l'assunto su cui si basa l'odierna economia, quello della crescita infinita, va a farsi benedire.

Per far continuare un altro po' la festa begli USA repubblicani e democratici hanno immaginato due strade diverse: ma per entrambe occorreva convincere la gente che erano "giuste" e moralmente accettabili: a grandi linee i repubblicani, più legati alle lobby del petrolio e delle armi, spingono per occupare i paesi produttori non collaborativi (con la scusa guerra al terrorismo), mentre i democratici propendono per una nuova bolla finanziaria basata sulle tecnologie a basso impatto ambientale, esattamente come crearono quella della new economy. Per farlo devono convincere la gente a consumare meno per salvare la Terra accettando centrali nucleari e automobili ibride.

Come abbiamo visto i repubblicani hanno fallito nell' applicazione del loro piano non riuscendo a far produrre all'Irak tutto il petrolio che volevano per calmierare i prezzi... ed inevitabilmente il castello di carte di un'economia basata sul concetto della crescita infinita è immediatamente crollato scontrandosi con una produzione di petrolio stabile o in diminuzione facendo schizzare i prezzi del petrolio a livelli assurdi, innescando una crisi finanziaria di portata epocale.

Ed ora? Inizialmente ci aspetta una tremenda fase deflattiva, con perdita di milioni di posti di lavoro. Poi, a seconda dell'intervento delle autorità monetarie, se ci va bene si potrà passare ad una fase iper-inflattiva. C'è proprio da stare allegri.

Forse è proprio meglio continuare a parlare dei problemi dell'orango Petronilla...




26 aprile 2008

la crisi non è che all'inizio

Oggi viviamo in una situazione un po' irreale. Tutti i giorni si parla in tivù di questa dannata crisi, ma non è che ne stiamo veramente percependo gli effetti sulla nostra pelle. Ok è un po' aumentato il prezzo della benzina, della pasta e del pane, le famiglie "fanno fatica ad arrivare a fine mese", ma quest'ultimo sembra più uno slogan elettorale. Infatti se vai in pizzeria o al ristorante e c'è tutto pieno, provi ad andare a sciare e fai delle code della madonna, provi a metterti in macchina per il ponte del 25 aprile e rimani imbottigliato.
Ho previsto questa crisi poco prima che scoppiasse, divertendomi poi a leggere i giornali che riportavano le dichiarazioni del tal o tal altro "guru" che parlava all'inizio di una possibilità del 10% di recessione negli USA, poi del 25%, del 50%.. ora che la recessione è ufficialmente iniziata sembra che questa sarà a V, poi vedremo se diventerà ad U o se dovremo rassegnarci ad una bella L...
Ma cerchiamo di capire da cosa è stata determinata questa crisi.
Tutti si origina negli Stati Uniti, dove da una decina d'anni consumano di più di quello che producono. Per far quadrare i conti hanno trovato un metodo ingegnoso: visto che solo con l'esportazione delle merci non ce la facevano a fare la bella vita, hanno pensato di far quadrare i conti esportando carta  sotto forma di obbligazioni, in massima parte basate sul mercato immobiliare.
Teniamo ben presente una cosa, gli americani hanno la possibilità, quando la casa aumenta di valore, di andarsi a rifinanziare in banca, ottenendo un mutuo nuovo per il valore attuale. Questo è stato fatto dalla stragrande maggioranza dei proprietari di abitazioni negli USA.
Subito dopo tutti questi mutui sono stati "cartolarizzati", cioè venduti dalla banca che li aveva erogati ad altri istituti, che hanno provveduto ad impacchettarli e venderli sul mercato interno (ai fondi pensione) o internazionale (a cinesi e giapponesi). In più su questi mutui cartolarizzati sono stati creati tutta una serie di prodotti derivati che vivono di vita propria. Una montagna di debiti che poggia su fondamenta molto, molto  fragili.
Il problema infatti è che negli ultimi anni del boom, hanno letteralmente raschiato il fondo del barile, offendo mutui al 120% del valore di case (a prezzo gonfiato) a persone che sapevano fin dall'inizio che al primo alito di vento non avrebbero potuto ripagarli, men che meno durante una feroce recessione. Come se non bastasse tutte queste persone hanno optato per i mutui a tasso variabile (ARM) che offrivano inizialmente dei tassi molto più allettanti del tasso fisso, per poi diventare delle bombe ad orologeria in caso normalissimo di un aumento degli stessi.
Sono i cosiddetti "subprime".
Per pulirsi i bilanci le banche hanno creato delle società di comodo alle quali hanno messo in pancia queste obbligazioni "tossiche". Ciò non toglie che le banche debbano farsene carico quando queste falliscono. Fino ad ora si è verificato solo il caso della Northern Rock in Gran Bretagna e quello della Bearn Stearns negli USA. Ma perché allora tanto casino? Chissenefrega di due banche?
Il problema è molto più grosso di quello che si creda, e la montagna ha appena cominciato a franare, ora vi faccio quattro conti per dimostrarlo.
La maggioranza di questi mutui subprime è stato erogato a cavallo del 2005-2006, fino al momento in cui la Cina ha detto che non avrebbe più accettato di aumentare il quantitativo di obbligazioni americane nel suo portafoglio (casualmente è poi quasi immediatamente scoppiato il caso dei giocattoli e dei cibi cinesi pericolosi).
A seconda dei contratti questi ARM hanno un periodo iniziale, solitamente di 36 mesi, durante il quale si paga un interesse fisso, nel caso di un mutuo sottoscritto nel 2005 del 3,50% circa.
Giusto in questi mesi (il picco è in Marzo)  gran parte dei mutui subprime con tasso ARM sta diventando da tasso fisso a tasso variabile (al 5,50%). La percentuale di chi non può permettersi di pagare una rata quasi raddoppiata si può solo ipotizzare, ma dev'essere molto alta. Dopo sei mesi (il tempo per uno sfratto esecutivo in America) da quando i debitori vedranno aumentare il proprio tasso, più precisamente da luglio a dicembre 2008 spostando idealmente avanti nel tempo di 6 mesi i picchi del grafico sotto, le banche dovranno probabilmente entrare in possesso del "grosso" delle case dei debitori morosi, per un importo che si potrebbe aggirare a diverse centinaia di miliardi di $$... giusto in prossimità di fine d'anno, periodo nel quale occorre ripulire i propri conti, il che le obbligherà inevitabilmente a vendere ad ogni costo ingolfando il mercato delle abitazioni USA, mandando così in spirale la crisi.
Ora avete capito perché sono tutti così preoccupati?


fonte: http://www.hussmanfunds.com/wmc/wmc080414.htm






permalink | inviato da politicamentescorretto il 26/4/2008 alle 19:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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